Il presepe dalle origini a tradizione culturale, e l’arte di crearlo

Il Presepe è una pratica culturale viva e condivisa che, nel corso dei secoli, ha intrecciato dimensioni devozionali, artistiche e sociali, fino a configurarsi come patrimonio immateriale diffuso e riconosciuto in tutta Italia. Esso comprende un complesso di saperi tecnici, simbolici e rituali che connettono la memoria delle comunità alla creatività contemporanea, coinvolgendo famiglie, associazioni presepistiche, gruppi parrocchiali, artigiani e artisti, scuole presepiali, musei e istituzioni religiose.

Alle componenti materiali della pratica - progettazione della scena, costruzione di ambienti e paesaggi, realizzazione delle figure (“pastori”), finiture pittoriche e illuminotecniche - si affianca una solida dimensione immateriale fatta di narrazioni, simboli e regole compositive sedimentate: la grotta o la stalla, i “luoghi deputati” della scena, la presenza di elementi iconografici ricorrenti (fiume, ponte, mulino, rovine) che concorrono a una grammatica condivisa, riconoscibile e al tempo stesso aperta a interpretazioni locali.

Le tecniche costruttive e i linguaggi espressivi riflettono una ricca pluralità di scuole territoriali: dalla tradizione napoletana del manichino vestito alle lavorazioni lignee trentine e sudtirolesi, dalla cartapesta leccese alle terracotte siciliane, fino alle esperienze lombarde, liguri, toscane, marchigiane, emiliane e abruzzesi. Ogni contesto porta con sé materiali, stili e procedimenti specifici - legno, terracotta, cartapesta, gesso, stoffe -che, pur nella diversità, concorrono a definire un patrimonio tecnico condiviso e continuamente aggiornato.

Accanto agli aspetti tecnici, il Presepe custodisce una forte dimensione comunitaria e rituale. Luoghi come Greccio e Assisi rivestono un ruolo emblematico nella memoria collettiva: Greccio rimanda alla rievocazione francescana del Natale del 1223, sorgente simbolica di una sensibilità che ha alimentato la tradizione presepistica; Assisi ne rappresenta un centro di irradiazione spirituale e culturale. Intorno a questi riferimenti, la pratica si rinnova annualmente attraverso allestimenti domestici e pubblici, presepi viventi, mostre, laboratori, percorsi museali e rassegne promosse da comunità locali e reti associative, in particolare dall’Associazione Italiana Amici del Presepio (A.I.A.P.).

La trasmissione dei saperi avviene prevalentemente per via orale e pratica: nelle botteghe e nei laboratori, negli oratori e nelle scuole, all’interno delle famiglie e delle associazioni. L’apprendimento intergenerazionale - dal maestro all’apprendista, dal nonno al nipote - garantisce la continuità delle competenze e delle sensibilità, mentre l’innovazione tecnica (dalle resine alla stampa 3D) si integra con prudenza nel solco delle tradizioni, favorendo una dialettica costante tra conservazione e rinnovamento.

Sostenuto da un ecosistema di pratiche, istituzioni e comunità, il Presepe continua a veicolare valori condivisi - pace, accoglienza, dignità della persona, memoria e speranza - e a proporsi come linguaggio culturale capace di adattarsi a contesti differenti senza perdere il legame con le proprie radici. È in questo equilibrio tra identità e apertura, tra tecniche storiche e creatività contemporanea, che risiede la vitalità di un sapere artigiano e simbolico che unisce persone, territori e generazioni.

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